Sillabari d'Appennino. Fine
- sergio ferri

- 24 feb
- Tempo di lettura: 2 min
Aggiornamento: 20 ore fa
Che si fa in questi casi? Si ringrazia e si rinnova l'impegno
Ieri si è chiusa la mostra Sillabari d'Appennino tenutasi presso la galleria d'arte contemporanea XNL Arte a Piacenza. Insieme a me ha esposto Alessandra Calò con le sue Rogazioni Silvestri, una delicata serie di callitipie accompagnate dalle bellissime poesie di Mara Redeghieri
L'intreccio tra fotografia documentaria, lavoro d'artista e poesia ha dato vita a un percorso sorprendentemente organico. L'allestimento curato da Enrica Carini è risultato ingrediente fondamentale: in spazi così importanti è riuscito nel difficile compito di mettere in dialogo i due lavori, valorizzandoli reciprocamente.
Per me questi due mesi sono stati davvero una bella parentesi ricca di stimoli e riflessioni.
Il lavoro esposto, fatto di piccole serie a tema, dittici e trittici, è parte di un discorso più ampio e stratificato in cui ho cercato di tenere insieme ampiezza del paesaggio e intimità delle persone. Due dimensioni accomunate da una costante idea di fragilità: frane, instabilità emotiva, solitudini.
Altre Americhe
Personalmente ho sempre trovato più di un elemento di ispirazione in certa fotografia documentaria americana, soprattutto quella in cui uomini e natura si trovano in una certa tensione reciproca.
In questo senso posso dire che percorrendo le valli appenniniche tra la pianura e il mare ho cercato le mie Americhe: volti, luoghi e pensieri mi han sempre trasportato verso un immaginario di frontiera.
Alcune storie mi sono rimaste impresse. Così, con Daniele Signaroldi ho ripercorso certi sentieri e raccolto in video testimonianze suggestive. Dalle parole schiette e profonde di Dante e Carlo Alberto emerge una quotidianità fatta di fatica ma anche uno straordinario attaccamento al territorio. Sono esempi preziosi.

























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