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Sillabari d'Appennino. Fine

Aggiornamento: 20 ore fa

Che si fa in questi casi? Si ringrazia e si rinnova l'impegno


Ieri si è chiusa la mostra Sillabari d'Appennino tenutasi presso la galleria d'arte contemporanea XNL Arte a Piacenza. Insieme a me ha esposto Alessandra Calò con le sue Rogazioni Silvestri, una delicata serie di callitipie accompagnate dalle bellissime poesie di Mara Redeghieri


L'intreccio tra fotografia documentaria, lavoro d'artista e poesia ha dato vita a un percorso sorprendentemente organico. L'allestimento curato da Enrica Carini è risultato ingrediente fondamentale: in spazi così importanti è riuscito nel difficile compito di mettere in dialogo i due lavori, valorizzandoli reciprocamente.


Per me questi due mesi sono stati davvero una bella parentesi ricca di stimoli e riflessioni.



Il lavoro esposto, fatto di piccole serie a tema, dittici e trittici, è parte di un discorso più ampio e stratificato in cui ho cercato di tenere insieme ampiezza del paesaggio e intimità delle persone. Due dimensioni accomunate da una costante idea di fragilità: frane, instabilità emotiva, solitudini.


Altre Americhe

Personalmente ho sempre trovato più di un elemento di ispirazione in certa fotografia documentaria americana, soprattutto quella in cui uomini e natura si trovano in una certa tensione reciproca.

In questo senso posso dire che percorrendo le valli appenniniche tra la pianura e il mare ho cercato le mie Americhe: volti, luoghi e pensieri mi han sempre trasportato verso un immaginario di frontiera.


Alcune storie mi sono rimaste impresse. Così, con Daniele Signaroldi ho ripercorso certi sentieri e raccolto in video testimonianze suggestive. Dalle parole schiette e profonde di Dante e Carlo Alberto emerge una quotidianità fatta di fatica ma anche uno straordinario attaccamento al territorio. Sono esempi preziosi.




Pensieri e parole

La curatrice della mostra, Enrica Carini, ha previsto insieme a un piccolo erbario uno spazio di riflessione in cui i visitatori potevano lasciare una testimonianza o un pensiero sull'Appennino scrivendolo su piccoli quaderni d'artista.

Conserveremo con cura questi quaderni perché racchiudono testimonianze preziose.

Secondo Paolo Rumitz il cuore del Paese non sono le Alpi, ma sono gli Appennini. "Qui - dice - abita un’energia segreta, che ha prodotto negli anni cose mirabili: dal monachesimo alla grande pittura italiana, fino al rinascimento. Ma di questo siamo molto poco consci. Io, che sono un uomo del Nord, mi sono innamorato degli Appennini anche con una vena di tristezza, perché vedo che è un mondo che sta lentamente scomparendo. Però ne avverto l’energia segreta. A volte un’energia negata, dimenticata."

La stessa energia che a volte un piccolo quaderno inaspettatamente ci restituisce.





 
 
 

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2020 ©sergioferri fotografo PC - Italia

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